La figlia Angela a Montefiascone per ritirare l’Arco d’Argento Documentari
Una platea delle grandi occasioni, l’atmosfera suggestiva della Tuscia e il cinema del reale che si tinge di emozione e memoria. Si è chiusa tra gli applausi scroscianti del pubblico la tappa montefiasconese del Festival del Lago di Bolsena, regalando uno dei momenti più alti e intensi dell’intera kermesse culturale.

Il prestigioso Arco d’Argento 2026 per la sezione Documentari è stato assegnato a “È giunta l’ora”, l’intensa opera firmata a sei mani da Nicola Tella, Salvatore De Santis e Leandro Barichello. Un riconoscimento che suggella il percorso di un lavoro capace di conquistare critica e spettatori, forte dello straordinario successo di pubblico registrato anche nella proiezione di domenica pomeriggio al Cinema Gallery.
A impreziosire la cerimonia di premiazione e a portare il calore della sua testimonianza è stata la produttrice Angela Scafidi, figlia del celebre e compianto fotografo de L’Ora di Palermo, Nicola Scafidi, le cui straordinarie vicende umane e professionali costituiscono il cuore pulsante del documentario.
Visibilmente emozionata Angela Scafidi ha voluto condividere con i presenti le motivazioni profonde e l’anima di questo progetto: “Raccontare un giornalista, o meglio un fotoreporter, in un periodo storico che va dal 1943 al 1992 – ossia dallo sbarco degli americani alle stragi di Falcone e Borsellino – ha senso perché significa raccontare una Sicilia che si è trasformata. Il documentario narra una terra che passa dal latifondismo con la mafia di una volta alla criminalità organizzata stragista. Il tutto attraverso la figura di un reporter di questi eventi come Nicola Scafidi”.
Un’opera che nasce prima di tutto dall’affetto filiale e dalla necessità di preservare una memoria collettiva: “Questo lavoro vuole essere un omaggio a un padre – continua la produttrice – ma è sicuramente anche un modo di raccontare un mestiere molto difficile come era il fotoreporter, in un’epoca dove non c’erano i cellulari né internet. Del lavoro di mio padre a casa si parlava poco. Mi ricordo comunque che quando facevamo le gite in città, papà veniva continuamente coinvolto perché era un grande conoscitore del nostro territorio e della Sicilia. Era una persona dai grandi sogni e che ricordava le cose belle”.
Attraverso l’obiettivo di Nicola Scafidi scorrono oltre cinquant’anni di storia isolana, in un racconto caleidoscopico fatto di luci e ombre. Scafidi è stato un uomo che, attraverso le sue immagini, ha raccontato oltre cinquant’anni di Sicilia. Una Sicilia bella, brutta, dolce e amara. Dai morti ammazzati al cinema. È stato il punto di riferimento di Luchino Visconti, Roberto Rossellini e di molti altri registi che vennero a girare nell’isola. Ha fotografato Pier Paolo Pasolini in occasione delle riprese palermitane, poi mai montate, de “I racconti di Canterbury”. Ha insegnato che il mestiere di fotoreporter di una volta era qualcosa di serissimo, fondamentale per il giornalista, e che non si poteva tornare a casa senza lo scatto giusto. Era uno che le foto le sapeva cogliere, ma che spesso sapeva anche crearle.
Un impegno, quello di Angela, vissuto in prima linea anche dietro le quinte della produzione: “All’inizio non sapevo neanche come si realizzasse un documentario, non conoscevo le figure professionali e, anche se formalmente non risulto tra gli autori, di fatto lo sono stata anch’io. Io conoscevo le persone da intervistare, i luoghi da approfondire”.
Con la consegna dell’Arco d’Argento a “È giunta l’ora”, il Festival del Lago di Bolsena si conferma ancora una volta crocevia d’eccellenza per il grande cinema documentario, capace di unire la bellezza dei luoghi della Tuscia alla forza civile e universale della grande memoria storica italiana.
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